Attivismo, donne e bicicletta nel film Women Don't Cycle
Che cosa vuol dire andare in bicicletta per una donna?
Venerdì sera ho assistito alla proiezione speciale di Women Don’t Cycle del 2019.
Che a dispetto del titolo naturalmente parla di donne che pedalano eccome!
Il film si interroga su cosa vuol dire pedalare per una donna in diverse regioni del pianeta.
Le storie sono state raccolte da Manon Brulard nel suo viaggio in bicicletta da Bruxelles a Tokyo.
La giornata contro la violenza sulle donne
La proiezione del film si è svolta al Cinema Teatro Don Bosco di Carugate, all’interno di una serata organizzata dal Gruppo Teatro Donne Superstar con il sostegno di molte altre realtà del territorio.
Si è trattato di una delle tante iniziative che celebrano la giornata internazionale contro la violenza sule donne che ricorre il 25 novembre.
Già nel foyer del cineteatro, scarpe da donna di colore rosso, simbolo della violenza sulle donne, introducevano al tema della serata.
In sala, allo spegnimento delle luci, si è accesa una performance teatrale.
Recitazione, musica, canzoni e denunce. Una danza circolare a simboleggiare la necessità di un impegno comunitario e del supporto profondo di cui le vittime della violenza di genere hanno bisogno.
A seguire il film.
Il viaggio in bici come strumento di riflessione
Women Don’t Cycle è uno spunto di riflessione sulla libertà. Libertà di movimento, libertà di espressione
La domanda che si pone la regista cicloviaggiatrice all’inizio del film è: “Cosa vuol dire andare in bici?”
E le prime risposte che arrivano nel viaggio dicono che la bici è trasporto indipendente, punto di vista ecologico e tranquillità.
È una mamma tedesca che trasporta i suoi figli sempre in bici a parlare.
Per la ragazza che lavora come bike messenger e che consegna grossi pacchi pedalando veloce, la bici è fiducia in se stessa.
Una delle ragazze che incontra Manon lavora come corriere in bicicletta e dice che i clienti si stupiscono e si preoccupano per lei, una donna, che fa un lavoro così duro.
Attivismo in bicicletta
In Iran, Manon incontra una realtà molto diversa da quella che ha imparato a conoscere dai media.
Le donne possono andare in bicicletta e possono usare questo mezzo per fare attivismo ambientale.
In Turchia un’attivista femminista che racconta che anche in bici, donne e uomini hanno esigenze diverse.
Un dibattito aperto
Il film condensa in meno di un’ora 11 mesi di viaggio attraverso 21 Paesi, per un totale di 13.500 km.
Women Don’t Cycle sorvola sugli aspetti logistici dell’organizzazione di un viaggio così complesso e ambizioso e dedica qualche immagine ai bellissimi paesaggi attraversati.
Il film si concentra soprattutto sul significato del viaggiare e sul ruolo sociale che può avere la bicicletta, in particolare in relazione alle questioni di genere.
Il dibattito che ha seguito il film ha sottolineato il tema dell’autonomia che la bicicletta dà, e la solidarietà e l’introspezione che un lungo viaggio consente.
Alessia, attivista della critical mass, ha lavorato come bike messenger per 4 a Madrid e Milano.
Grazie al suo lavoro si è resa conto che la bici poteva portarla ovunque. E ora viaggia in bicicletta da sola.
Lucia di Rete Viola si chiede perché una donna deve sentirsi accusata di mettere se stessa in pericolo se sceglie di viaggiare da sola.
Nota che le attiviste in bicicletta ritratte dal film invocano la stessa responsabilità sociale che chiedono i gruppi che combattono contro la violenza sulle donne e la disparità di genere.

Insegnare alle donne ad andare in bicicletta
All’interno del dibattito è stata anche ricordata la lodevole iniziativa di BiciLibera, un corso per insegnare a donne adulte ad andare in bicicletta.
Il progetto promosso da Stefano Lodi di Fiab Segrate e ha visto coinvolte una serie di associazioni e realtà di Pioltello, E pure noi di Bikeforgood.it abbiamo dato il nostro piccolo contributo in termini di comunicazione.
Le allieve sono donne di tutto il mondo, a volte incoraggiate ad iscriversi dai loro mariti.
Una poesia in dialetto milanese di Enrico Porce dedicata alla bicicletta, ha chiuso la serata su una nota di leggerezza, celebrando l’amore per le due ruote con un tocco di ironia e tradizione.

Eventi di bici in Martesana
Carugate sta diventando capitale dell’attenzione in Martesana.
La scorsa settimana si è tenuto infatti un evento in cui Paola Piacentini, giornalista e speaker radiofonica, ed io abbiamo parlato di mobilità ciclistica e del sogno di una città senza auto.
Mentre la prossima settimana si svolgerà alla Casa delle Arti di Cernusco lo spettacolo teatrale Alfonsina corridora, dedicato alla prima donna a correre al Giro d’Italia, Alfonsina Strada.









