Bici, gnocco fritto e tortelli: cicloturismo mangereccio tra Oltrepò pavese e colli piacentini
Vuoi vivere un’avventura culinaria?
Se sei un appassionato di ciclismo e un amante della buona cucina, le colline tra Oltrepò Pavese e territorio piacentino offrono l’itinerario perfetto per te.
In questo articolo esploreremo un’escursione in bicicletta che combina il piacere del pedalare nel verde con la scoperta delle delizie gastronomiche locali come lo gnocco fritto e i tortelli.
Leggi il racconto e preparati a un’avventura che stimolerà sia il corpo che il palato!
L’Oltrepò Pavese, situato nella parte sud-occidentale della Lombardia, è famoso per le sue colline ondulate, vigneti pittoreschi e borghi storici. È una destinazione ideale per chi ama il cicloturismo grazie alla varietà dei suoi paesaggi e alla ricchezza delle tradizioni culinarie.
Si tratta di una destinazione che conoscevo poco e che da tempo volevo esplorare in bicicletta.
E così quando il maestro Daniele ha chiamato tutti gli Amici in bici a raccolta, ho accettato l’invito, anche se con un pizzico di titubanza perché in questi casi si sa quando si parte, ma non si sa quando si torna.
E infatti…

Trasferimento in bici + treno nell’Oltrepò
Partenza alle 8:00 esatte, a un chilometro da casa mi accorgo di non avere il caschetto in testa. Come mi dicevano da piccolo la testa non la dimentico perché ce l’ho attaccata al collo. Quindi 2 km in più sul tabellino a fine giornata.
Salgo sul treno a Lambrate. Qualcuno era già salito Greco Pirelli e altri, comprese le ragazze in tandem Giusi e Chiara, saliranno a Rogoredo.
Siamo in 16 (pardon 15 perché io sono stato contato due volte – vai a capire), quindi le nostre bici devono essere distribuite per tutte le carrozze del treno e di conseguenza anche noi.
Alle 10:10 siamo alla stazione di Stradella ma per pipì caffè e indecisioni varie partiamo che sono almeno le 10:30.
Salita in numeri
La strada è da subito in leggerissima salita e Luigi ogni 5 minuti ci ragguaglia sul dislivello positivo compiuto. Alla fine il dislivello sarà di quasi 700 metri.
Io, che dai tempi del Trail del Barocco non facevo una salita che non fosse un cavalcavia, accuso un pochino.
Mi sono lasciato ingannare dalle indicazioni del Maestro che diceva che la salita di 20 km era al 3%
In realtà durante questi 20 km ci sono vari punti di “risciacquo” in cui la strada scende. Il 3% è quindi un’indicazione media bugiarda. Ci sono vari tratti di salita al 8% e i più temerari prendono anche deviazioni che si riconducono alla traccia principale al 12%.

Colli, borghi e vigneti dell’Oltrepò
Lo sforzo è comunque ripagato da una giornata senza sole per niente calda e dai notevoli paesaggi di cui si gode salendo per queste strade con pochissimo traffico.
I pendii che costeggiano la strada sono coltivati per lo più a vite e vediamo diversi piccoli trattori impegnati un lavoro dei campi.
Anche i borghi trasudano autenticità e mi colpisce in particolare il centro di Montù Beccaria.
Chi più, chi meno cotto, arriviamo tutti al culmine della salita. Siamo già in territorio piacentino. Ma la strada insidiosa non è per nulla finita.
Discesa ardita fino all’osteria
Da lì infatti iniziano a discesa di quattro o cinque km piuttosto impegnativa, con punta del 14,5% di pendenza e un tratto con fondo sterrato decisamente sconnesso che consiglia ai meno esperti e sprovvisti di mountain bike a percorrere qualche tratto a piedi.
I dischi dei freni della mia gravel fischiano in un modo quasi disperato, quelli di qualcun altro mandano odore di bruciato.
Finalmente incrociamo un piccolo paesino con suggestive case in pietra e lì all’improvviso, dopo una piccola svolta, appare la nostra meta: l’Osteria La Piazzetta di Genepreto (Nibbiano).
Quasi un’oasi nel deserto per noi cicloturisti affamati.
Attenzione: menù ad alto contenuto calorico e libidine
Aspettando in terrazza un aperitivo che non è che non arriverà mai perdiamo una mezz’oretta.
Poi ci spostiamo all’interno del locale per finalmente mangiare antipasto di gnocco fritto e pancetta.
Poi sottoli, qualche pezzetto di formaggio, salame, prosciutto e coppa.
Il vino frizzante fa la schiuma nel bicchiere: meglio il bianco del rosso.
Per non perderci nulla assaggiamo un mix dei primi che propone il menu tortelli all’ortica, pisarei e fasó, tagliatelle ai funghi e sugo di pomodoro, aghi di pino (una sorta di gnocchi verdi affusolati) con gorgonzola.
Chiudiamo con dolce e caffè per un totale di 30€.

Ritorno
Ora che riusciamo a ripartire sono le 3 del pomeriggio.
Una discesa abbastanza ripida ma questa volta ben asfaltata ci riporta in fondo alla val Tidone.
Facciamo una deviazione rispetto alla provinciale e percorriamo uno sterrato lungo il fiume.
Uno sterrato non tanto agevole, tanto che in alcuni punti preferiamo scendere per guadare piccoli torrenti e superare parti molto sconnesse e scivolose.
Le ragazze in tandem registrano una piccola caduta e riportano un ginocchio e una mano leggermente ammaccati. Tornati sulla provinciale, io e Giovanni ci accorgiamo di aver forato ed entrambi siamo costretti a una doppia sosta, perché la prima riparazione non ha sortito effetti.
Dopo la provinciale, finalmente percorriamo una bella ciclabile che collega Borgonovo a Castel San Giovanni.

Di nuovo treno, di nuovo bici, di nuovo casa
Arrivati a Castel San Giovanni, visto che oramai si è fatta una certa, io, Nazario e Carlo decidiamo di andare a prendere il treno.
Il resto del gruppo, dopo un’altra sosta ristoro, prosegue per Stradella per chiudere l’anello, ma lungo la strada una ragazza perde il pedale.
A Lambrate mi aspettano 11 km per arrivare a casa che faccio a tutta (per quanto mi è possibile) per evitare buio e pioggia.
Ma negli ultimi 3 km arriva pure un breve acquazzone che smette proprio appena scendo dalla bici, a casa.
E sono ormai le 20.40. Dalla partenza sono passate ben 13 ore!
Una lunga giornata tra Oltrepò pavese e colli piacentini
È stata una lunga giornata con qualche contrattempo ma anche tanto divertimento, bicicletta e ottimo ottimo cibo!
Viva l’Oltrepò, viva la tradizione culinaria italiana, viva il cicloturismo.









