Bike Economy: come la bici trasforma economia e cicloturismo in Italia
Sapevi che ogni euro investito nella bike economy ne genera tre?
E allora perché l’Italia non è ancora una superpotenza del cicloturismo?
Un evento dedicato alla bike economy
Si è svolto il 28 novembre scorso presso Palazzo Giureconsulti a Milano Come corre la bike economy.
L’evento è stato organizzato dalla Camera di Commercio di Milano, Monza e Brianza e Lodi.
Un convegno con ricorrenza annuale per fare il punto dell’economia che si muove sulle 2 ruote.
Mentre sul palco si alternavano imprenditori e personalità del mondo della bici, il piano superiore era occupato da un’esposizione, una sorta di mini fiera nobilitata dall’edificio per aziende lombarde e non.
Tra queste La Fab che recupera vecchi bicicletta, le Cargo bike di Biga, le bici non convenzionali di Upcycle e la velomobile Indimob che ho quasi tenuto a battesimo in una delle prime interviste fatte all’ideatore Paolo Granelli.
L’esposizione e i panel
Gli incontri in Sala delle colonne sono stati moderati da Alberto Giuffrè, giornalista di Skytg24, mentre l’agenda è stata introdotta dalla curatrice della giornata Silvia Livoni Colombo, bike destination specialist.
La bicicletta è il mezzo di trasporto che fornisce più lavoro, ed è sicuramente quello più green visto che soddisfa 11 dei 17 punti dello sviluppo sostenibile individuati dall’ONU.

Un settore che per prosperare ha bisogno di un approccio strategico integrato con quello delle infrastrutture e che si trasformi sul mindset dei cittadini.
Dopo l’apertura ha preso la parola Paola Gianotti, ciclista record e speaker motivazionale.
La bicicletta è futuro
Per Paola la bici è libertà, rispetto e futuro.
Dal fallimento della propria azienda ha unito le sue passioni per i viaggi e per la bici, fino a diventare la donna più veloce a fare il giro del mondo in bici.
Per compiere l’impresa, ha percorso fino a 270 km al giorno.
Purtroppo il sogno è stato spezzato da un investimento.
Ma quando il fisico si è ristabilito, Paola ha voluto riprendere il viaggio dal punto esatto dove è avvenuto l’incidente.
Ha dimostrato così a se stessa e a noi che ogni stop è in realtà un nuovo start.
Un nuovo inizio che ci vede più forti, grazie a ciò che abbiamo imparato.
Dal giorno dell’incidente Paola Gianotti si batte per la sicurezza stradale.
In Italia viene ucciso un ciclista ucciso ogni 35 ore. Un dato allarmante che va cambiato con il rispetto.
Rispetto che permetterebbe lo sviluppo del cicloturismo e renderebbe il nostro Paese ancora più attrattivo per gli ospiti internazionali che vogliono visitarlo in bici.
Una filiera d’eccellenza
La Camera di commercio di Milano, Monza e Brianza e Lodi ha investito molto nella bike economy, come racconta il Vicepresidente generale Sergio Rossi.
Perché la bici è libertà, migliora la salute e l’ambiente delle città, e aiuta lo sviluppo locale.
L’industria della bici è una filiera di eccellenza del territorio ed era giusto dare supporto alla qualità del personale in settore artigianale.
Le azioni della Camera di commercio hanno permesso di dare lavoro ai cosiddetti neet, inoccupati, mettendo insieme giovani ed esperti artigiani non più di primo pelo.
Stato di salute dell’industria della bicicletta
Massimo Panzeri, CEO di Atala e Presidente di CONEBI, ha fatto il punto sulla salute del mercato della bici.
Dal 2015 al 2020, il mercato è cresciuto grazie alle e-bike.
Subito dopo il Covid, per un anno l’industria ha registrato una crescita doppia rispetto alle aspettative.
Dopodiché, l’assestamento del mercato e i tempi lunghi di consegna hanno arrestato tutto.
Panzeri si dice però fiducioso che entro marzo aprile 2025 si vedrà un ritorno alla normalità.
La soluzione sta nel prodotto, soprattutto grazie alla e-bike perché avvicina più persone al mezzo.
In Italia, il segmento soffre le piccole dimensioni delle aziende e una politica poco lungimirante.
In Olanda e Germania non ci sono incentivi ma defiscalizzazione. In Germania far pagare la bici a rate in busta paga ha fatto fare un +50% al mercato.

L’impatto della bike economy sulla società
Matteo Jarre, direttore di Decisio Italia, ha ricordato che l’industria della bicicletta non ha solo benefici per l’impatto ambientale, ma offre benefici trasversali.
Ha un impatto sulla salute e quindi sull’economia (per tutti). L’incidentalità stradale ha un costo di 180 euro a persona ogni anno.
La bici riduce il traffico in città. La congestione del traffico ci costa 20 miliardi di euro.
La bici stimola l’indipendenza dei bambini e quindi la loro felicità.
I rapporti tra vicini di casa si rinforzano in strade con meno traffico. La bici promuove dunque la coesione sociale.
L’OMS parla di un’epidemia di inattività fisica. Roberto Pella ricorda che ci costa 80 miliardi di euro all’anno.
Ma questi soldi sono spesi in modo poco efficace, quando invece basterebbe fare gli spostamenti quotidiani in bici.
Mentre ogni euro investito nella bike economy ne genera 3.
Tutti dati che portano alla conclusione che investire nella bici non è un costo ma una necessità.
Nel prossimo articolo parleremo dell’impatto del cicloturismo, in quello successivo di bike economy e capitale umano.
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