Parlare alle cicloturiste: perché le donne decidono e il cicloturismo deve ascoltarle
Chi decide davvero dove si va in vacanza?
Spoiler: non sempre è chi guida il camper, o chi cambia la camera d’aria in due minuti netti.
Secondo i dati presentati da Giulia Quarta durante la Fiera del cicloturismo, l’82% delle decisioni legate ai viaggi è preso da donne.
Ottantadue percento.
Eppure, se dai un’occhiata veloce alla comunicazione legata al mondo bike, ti accorgi che è ancora pensata quasi tutta al maschile.
Immagini di ciclisti muscolosi, giri epici da centinaia di chilometri, vocaboli tecnici, gadget che sembrano usciti da un’officina.
Per non parlare di qualche squallido cartellone, visto anche durante l’ultima educazione del Giro d’Italia.
Ma chi ama pedalare per piacere, scoperta, benessere e bellezza, dove si colloca in questo immaginario?
È arrivato il momento di cambiare marcia.
Le donne decidono, anche (e soprattutto) nel cicloturismo
Non serve un algoritmo per capire che la comunicazione turistica sta diventando sempre più orientata ai bisogni, non ai numeri.
E uno dei bisogni più trascurati è quello delle donne cicloturiste: non solo perché pedalano (e lo fanno eccome), ma perché guidano la scelta.
Che sia una gita in coppia, una vacanza in famiglia o un weekend tra amiche, sono spesso loro a cercare informazioni, valutare alternative, confrontare percorsi e strutture.
E lo fanno con criteri diversi da quelli usati in passato.
Cosa conta davvero?
- Sicurezza e comfort
- Esperienze autentiche
- Informazioni chiare e ben organizzate
- Storie in cui potersi riconoscere
Il problema: una comunicazione che parla solo a metà pubblico
Il mondo bike ha ancora una narrativa fortemente sbilanciata.
L’epica della fatica, della sfida, del “prima il sudore, poi la birra” funziona per alcuni. Ma taglia fuori una marea di persone.
Il risultato? Tante donne si sentono “tollerate” nel racconto cicloturistico, più che incluse.
Spesso non trovano contenuti utili, né immagini in cui potersi riconoscere.
E sai cosa succede quando una persona non si sente vista?
Non compra. O lo fa altrove.
Come cambiare le cose (e farlo bene)
Non serve stravolgere tutto. Basta pensare davvero a chi vuoi raggiungere.
Ecco qualche dritta pratica:
✅ Racconta storie in cui le donne sono protagoniste
Non eroine mitologiche, ma persone reali: che lavorano, si prendono cura della famiglia, trovano due giorni per staccare e farsi 40 km di felicità.
✅ Mostra attenzione concreta
- Parla di sicurezza sui percorsi
- Specifica servizi utili (acqua, ristoro, mappe chiare, bagni puliti)
- Inserisci info pratiche: km, dislivello, fondo, difficoltà
✅ Usa i social in modo strategico
Ogni canale ha il suo ruolo:
- Instagram per ispirare con foto e stories
- Facebook per condividere esperienze
- YouTube per chi vuole approfondire
- TikTok se vuoi intercettare le cicloturiste più giovani
✅ Collabora con chi ha già un pubblico femminile
Influencer, blog, gruppi Facebook, community. Non serve fare tutto da soli.
Fatti consigliare da chi sa parlare bene al tuo target.
Sperimenta, sbaglia, migliora
Non esiste una formula perfetta. La comunicazione – come il ciclismo – è fatta di tentativi, correzioni, miglioramenti continui.
Magari una campagna non funziona subito. O il tono scelto non è quello giusto.
L’importante è ascoltare. Guardare i dati, leggere i commenti, chiedere feedback.
Il pubblico femminile è attento, sensibile, spesso molto più ricettivo del previsto.
Ma solo se lo fai sentire coinvolto, e non solo “di passaggio”.
Più donne, più opportunità
Si moltiplicano gli eventi bike dedicate alle sole donne, come si moltiplicano le realtà che accolgono al loro interno esclusivamente.
Non è una forma di ostracismo nei confronti del maschio, ma un modo di sentirsi percepite.
Parlare alle cicloturiste non è una moda, è una strategia.
È includere chi già pedala, chi vorrebbe iniziare, chi ha solo bisogno di sentirsi accolta.
E soprattutto: non perdi nulla parlando anche a loro. Anzi, ci guadagni in visione, reputazione, e fiducia.
Se hai un’attività bike friendly, un territorio da valorizzare o un progetto cicloturistico da raccontare meglio, scrivimi.
Posso aiutarti a costruire una comunicazione che non lascia nessuno indietro.









