Giro delle Fiandre... a Milano: Martesana Van Vlaanderen
Un modo alternativo per fare turismo
Il 31 marzo 2024, domenica di Pasqua, si correrà il Giro delle Fiandre, famosissima gara ciclistica, una classica del nord, una della 5 classiche “monumento”.
Per diversi anni, il giorno prima, è andato in scena il Martesana Van Vlaanderen, un evento gravel ideato da Giovanni Pirotta.
Ho invitato Giovanni a parlare della sua creatura in occasione della serata organizzata presso Cascina Nascosta dedicata a bici e territorio.
Puoi vedere il suo intervento in questo video o leggere l’articolo più sotto.
Giovanni è l’organizzatore del Martesana Van Vlaanderen. Secondo me, ha azzeccato secondo un concept che ha decretato il successo della manifestazione perché ha abbinato un percorso
molto duro con delle salite brevi ma molto intense, organizzato il giorno prima del Giro delle Fiandre e ha ribattezzato le salite scimmiottando i famosi muri della del giro delle Fiandre.
Com’è nata questa idea e che che cosa comporta organizzare dal basso come l’hai fatto tu un evento di questo tipo. Quali sono le difficoltà che si incontrano?
Come è nato il Martesana Van Vlaanderen
Io uscivo in bicicletta sull’Adda, perché abito a Inzago e la ciclovia della Martesana conduce a quella dell’Adda. E quindi si andava sempre lì, per non andare sulla strada.
Soltanto che la ciclovia dell’Adda è piatta. Aveva questo piccolo problema. Quindi man mano ho iniziato, credo nel 2012, a buttare giù qualche variante per trovare un minimo di dislivello.
Sono sempre stato un appassionato di mappe. Un tipo un po’ nerd che che si guarda le mappe, le studia, e quindi ho detto “Vabbè, si può tirar fuori un giro da un centinaio di chilometri”, facendo un po’ di difficoltosi incroci che hanno fatto perdere un sacco di gente nei 4 anni della Martesana Van Vlaanderen che ho organizzato.
Ho fatto il percorso per qualche anno per i cavoli miei. Ho portato anche mia moglie quindi l’ha fatto pure lei perché doveva provare anche lei a vedere se era una cosa fattibile o meno.
Ho trovato questi posti dopo che ci sono passato tante volte accanto senza sapere che c’erano. Quando ho trovato le strade sulla mappa. sono andato a provarle e subito mi è partito il trip di legarlo al Giro delle Fiandre.
Effettivamente farlo il giorno prima, quando chi ama la bicicletta poi uno può essere appassionato meno del ciclismo professionistico, ma chi va in bicicletta un minimo di conoscenze del mondo professionistico ce l’ha e dice “In quella settimana lì si parla solo di Fiandre di classiche del nord, di Parigi-Roubé, di pavé… è vero il successo è anche la collocazione nel calendario.
Salita e discesa del Fiandre milanese
Il primo anno mi sono stupito della del successo che ha avuto e non ero assolutamente pronto a ricevere così tante persone.
L’ho fatto per 4 anni. Però non era organizzato in maniera ufficiale. Di fatto io non ho mai chiesto un permesso a nessuno e vorrei tanto avere sindaci come Cesari, perché purtroppo la mia esperienza è totalmente diversa con le amministrazioni e quindi con le difficoltà a cui mi sono scontrato.
Quando poi mi hanno fatto presente i rischi derivanti da un evento che porta anche 600 persone ufficialmente (poi secondo me a volte sono anche di più perché la gente giustamente si imbuca), inizi a pensarci e dici “Forse è bene e mettersi in regola”.
Ma mettersi in regola purtroppo vuol dire anche scontrarsi con la burocrazia. E sono un po’ allergico alla burocrazia.
Quindi è scemata un po’ la voglia. Avevo scelto già di non farlo già prima che scopre tutta la pandemia covid.
Le private edition
E ho iniziato a organizzarlo in maniera privata, cioè ti davo la traccia tu la facevi in maniera autonoma, durante il 2021 e 2022.
Dopodiché, quando la situazione era tornata alla normalità, non aveva più senso organizzarla in maniera “remota”. Quindi l’intenzione di ritornare a farlo c’è, ma purtroppo si devono allineare un po’ di cose che mi portano a divertirmi lo stesso nell’organizzare nella maniera corretta, perché comunque è un lavoro.
Io l’ho sempre pensato come un divertimento e purtroppo quando poi mi scontro con la burocrazia non è più un divertimento e mi passa un po’ la voglia.
Quando ho smesso di organizzarla ovviamente ero un po’ triste. Però col tempo mi sono rasserenato, perché ho preferito stare sulla mia strada e dire “Ok, se va organizzarla, va organizzata come dico io.”
Volevo mettere dei cartelli per esempio all’inizio dei muri, poi non si è concretizzata la cosa.
Un modo alternativo per fare turismo
Devo accettare che magari è una sorta di lavoro e ci sono anche cose che non saranno divertenti.
Io c’ho il sogno di fare l’edizione dei 10 anni del 2026. Vediamo. Non assicuro niente, però non ho mai chiuso la porta al ritorno dell’evento.
Ero stato contattato anche da un universitario, un architetto che era stupito dal legame col territorio, ma la più grande soddisfazione era vedere gente anche di Milano che non conosceva minimamente la zona e diceva “Bello! Bello passare sotto il ponte di Paderno, vedere il traghetto di Leonardo a Imbersago…”
Alla fine stai muovendo il territorio. Vedere gente contenta che viene a casa tua e vede la bellezza di un territorio che non è sulle mappe del turismo mainstream.









