Ingorda: bici e buon cibo in 9 tappe ristoro
Pedalata assistita? Sì, ma dal buon cibo!
Ho sentito alcuni di voi dire: “Però è stata dura”. Ma se vi siete fermati a mangiare ogni 10 km!
Questo è stato l’esordio dello stand up del comico di Zelig e Colorado Max Pieriboni, cui hanno potuto assistere i pedalatori che hanno optato per il rientro a Parma con la nave.
Le tappe enogastronomiche dell’Ingorda
Sì, perché i 79 km da Parma (partenza dall’iconica sede Barilla) a Busseto, lungo la Food Valley Bike sono stati costellati da ben 9 pause gastronomiche.
- Parmigiano Reggiano a Sorbolo
- Pasta al pomodoro sempre a Sorbolo
- Crostata alla prugna zucchella con ciliegie a fianco, a Lentigione di Brescello
- Anolini in brodo a Mezzani
- Tortel dòls a Colorno
- Spalla cruda e spalla cotta a Sissa
- Ciccioli a Roccabianca
- Culatello a Polesine Zibello
- Spongata a Busseto
Le porzioni dei ristori erano ovviamente ridotte, sicuramente per non appesantire lo sforzo ciclistico dei partecipanti. Ma va comunque detto che in molte tappe si potevano fare più bis.
Percorso della Food Valley Bike
Al di là dell’aspetto godereccio, anche il percorso merita una lode.
L’Ingorda segue quasi interamente il percorso della Food Valley Bike, ideata in particolare da Nicola Cesari, attuale sindaco di Sorbolo Mezzani.

Con Nicola Cesari sindaco di Sorbolo Mezzani e ideatore dell’Ingorda
Quasi tutto su asfalto, a parte brevi tratti in brecciolino, attraversa per lo più campi e zone verdi e domina spesso il paesaggio da stradine di servizio rialzate.
L’itinerario comprende anche qualche ciclabile, ma soprattutto strade con poco traffico e solo 2 tratti non troppo lunghi su strade provinciali.
Perfetta macchina organizzativa
Ma nessun pericolo per i partecipanti dell’Ingorda. La perfetta macchina organizzativa, oltre ai numerosi e ottimi ristori, ha previsto la posa di cartelli ad ogni svolta e la presenza di personale di Polizia Locale o della Protezione Civile a bloccare il traffico automobilistico negli incroci più pericolosi
Impossibile perdersi anche grazie ai pittogrammi della Food Valley Bike disegnati sull’asfalto.
Come se non bastasse, volontari della sezione Fiab di Parma erano a disposizione per guidare i 700 partecipanti.
Partecipanti che per le prime 3 tappe, piuttosto ravvicinate tra loro, sono stati scortati divisi in gruppi di 40 unità, per non creare sovraffollamento lungo il percorso e nei punti ristoro.
Accoglienza alle tappe
Nella prima tappa, quella del Parmigiano Reggiano, siamo stati accolti dal suono di fisarmonica e sassofono.
La nota stonata? Il formaggio era servito da alpini, che da bere offrivano acqua. Alpini senza vino, quasi uno scandalo!
Nella seconda tappa ad aspettarci c’era addirittura la banda, ad aggiungere condimento alla pasta al sugo. Anche questa un’esperienza nuova: mai mangiata una pasta al sugo alle 8.20 del mattino!
Il vino frizzantino non mancava invece a Sissa ad accompagnare i panini con spalla di maiale. Nel frattempo si erano fatte le 12, già un orario più indicato per bere.
Il vino accompagnava i salumi anche a Polesine Zibello, ma lì forse era meglio di no, visto che con un gesto inconsulto me lo sono rovesciato addosso.
Mannaggia, proprio sul completino nuovo dell’ASD Quasi Bikers!

Selfie davanti alla Reggia di Colorno
Bellezze in bicicletta
La tappa precedente forse la più sorprendente. Non dal punto di vista culinario, visto che i ciccioli non sono stati il mio piatto preferito, ma sicuramente dal punto di vista artistico.
Niente in confronto alla maestosità della Reggia di Colorno, che però già conoscevo, ma la rocca di Roccabianca sprigiona un fascino antico molto potente.
Tutti i borghi attraversati avrebbero meritano comunque una sosta più lunga.
A Zibello c’era anche la festa del paese, con il tendone tipico delle sagre, bancarelle e antichi giochi in legno per le strade.
Il rientro
“Pedalata assistita dal buon cibo”, recita lo slogan di Ingorda, ma anche il rientro a Parma è assistito, questa volta dall’autobus.
Ma le strade di campagna sono molto più adatte alla bici che non ai mezzi a motore, specie se trasportano 50 cristiani e altrettante bici nel carrello.
Alla fine è sembrato più lungo il viaggio in pullman rispetto a quello in bici!
Anche perché, la parte che avremmo dovuto fare in nave, da Polesine Zibello a Mezzani, si è trasformata in un tour di puro piacere sul fiume con arrivo e partenza nello stesso porto. Questo per via del livello delle acque del Po che non hanno permesso alla nave di passare sotto i ponti in sicurezza.
Sulla nave Stradivari, oltre allo spettacolo di Pieriboni, c’è chi ha avuto la forza di ballare sulle note della musica dal vivo.
Più Ingorda per tutti
Nonostante un po’ di vento contrario per la maggior parte del giro, nonostante l’escursione termica dai 13° della partenza alle 7.30 ai 30° dell’arrivo alle 14, la giornata di sole e cielo terso è stata piena di soddisfazioni e divertente.
Sconsigliata per chi vuole correre, direi che con una buona bici Ingorda è alla portata di tutti, considerando che si può partecipare anche alla mezza Ingorda che termina a Colorno dopo circa 35 km.
E quindi appuntamento all’edizione 2025: ne vale la pena!
E se hai da fare a inizio giugno, la Food Valley Bike sarà sicuramente una splendida esperienza di cicloturismo enogastronomico che puoi fare in totale autonomia.









