Opportunità di lavoro nella bike industry: cargo bike, ciclomeccanica e sostenibilità
Quali sono le tendenze che stanno creando nuove opportunità di lavoro e trasformando l’industria ciclistica?
Il settore delle biciclette sta vivendo una rivoluzione: dalla diffusione delle cargo bike alla crescente domanda di ciclomeccanici specializzati, fino alle iniziative sostenibili che ridefiniscono la mobilità urbana.
Dopo aver parlato di tendenzie generali e di cicloturismo, affrontiamo il tema del lavoro e del capitale umano nel terzo articolo dedicato all’evento “Come corre la bike economy”.
Bike industry e impatto sociale: il caso Nuovi Cicli
Bike Factory, il progetto di Camera di Commercio ha formato 500 ragazzi. Di questi un terzo è già stato assorbito dal mondo del lavoro.
Tra i corsisti c’è anche Luca Bianchi che ha fondato Nuovi Cicli.
Nuovi Cicli è nato nel 2015 come progetto di formazione ciclomeccanica nel carcere di Genova.
Bianchi ha spiegato che il corso impegna i detenuti per un totale di 60-100 ore.
Il secondo step della sua azienda è stato la creazione di una ciclofficina sostenibile (con tanto di utilizzo di enzimi mangia-idrocarburi) che dà lavoro a carcerati e ragazzi in prova.
Anche in queste imprese dall’impatto sociale il capitale umano è sempre fondamentale.
Nel caso di Nuovi Cicli sul lavoro si riscontrano a volte problemi derivanti dalla storia personale degli occupati. Il carcere è un luogo violento, ma lavorare come ciclomeccanico aiuta a sviluppare l’autocontrollo.
Un lavoro in continua evoluzione
Un altro ex studente di Bike Factory, Gianni Tallarico, ha condiviso la propria storia di fondatore di Pro Bike Service.
Un negozio di bici che mette prima di tutto il cliente e i suoi bisogni.
Pro Bike Service è anche una community, dove si impara come alimentarsi, come allenarsi e come effettuare piccole riparazioni.
Tallarico è convinto che per lavorare nella bike industry bisogna aggiornarsi tutti i giorni, perché l’evoluzione della bici corre oggi come non mai.
Cristiano de Rosa, titolare dell’omonimo marchio, la pensa allo stesso modo.
La bici si è evoluta tantissimo per meccanica, idraulica e ora anche elettronica.
È cresciuto di pari passo anche il valore del prodotto.
Nella realizzazione del quale, la futura intelligenza artificiale non potrà soppiantare ma dovrà sposarsi con l’intelligenza artigianale.
Il giro d’affari prodotto dalla vendita di biciclette e servizi è di 4-5 miliardi di euro, ma il settore non può prosperare se non se non c’è sicurezza.
Al lavoro con i dati
Chiunque di noi lascia delle orme digitali dei suoi movimenti con il proprio cellulare.
Luigi Mancino, Innovative analytics sales advisor di Vodafone Analytics, ha raccontato che queste orme possono essere trasformate in dati utili per le amministrazioni pubbliche.
Questi dati danno indicazioni su quali porzioni del territorio sono più interessanti, che tipo di turismo attraggono.
Per esempio l’analisi puntuale delle presenze giornaliere sulla ciclovia dell’Alpe Adriatica, dicono della provenienza dei cicloturisti, dei km percorsi in base a provenienza, dei tempi trascorsi in bici, della velocità, ecc.
Progresso e sviluppo con la ciclologistica: il caso So.De.
Federica Cudini, Country marketing communications manager di Bosh Ebike System, ha portato alla discussione il sostegno a progetti mobilità ciclistica della ditta per cui lavora.
Secondo i suoi calcoli, una famiglia che possegga 2 auto può spendere 370 mila euro in 60 anni. Averne una sola, porta in quell’arco di tempo un risparmio 150 mila euro.
Bosh ha creato un gruppo di lavoro per le pubbliche amministrazioni e per i mobility manager aziendali.
Si tratta di un polo della ciclologistica in collaborazione con So.De. (Social Delivery) e la società di consulenza TRT.
Nel programma è previsto anche un corso di guida specifico per le cargo bike (il cui peso richiede abilità specifiche) e servizi consulenza per bandi e normative.
Rispetto e correttezza sul lavoro fanno la differenza
Proprio della cofounder e project manager di So.De. Teresa de Martin è stato l’intervento successivo.
SoDe propone ai loro clienti di differenziarsi dalla concorrenza consegnando l’ultimo km in cargo bike.
Servono clienti diversi da piccoli negozi e botteghe, supermercati e multinazionali come Ikea.
Ogni giorno, i loro rider effettuano decine di consegne e percorrono 200 km.
Questo permette di 10-12 tonnellate di CO2 ogni anno rispetto ai furgoni.
Secondo la loro stima, il 70% delle consegne potrebbero avvenire in cargo bike.
L’impresa si basa su valori solidi di impatto sociale, correttezza contrattuale e rispetto dei corrieri in bicicletta, con corsi di formazione, e bici di proprietà, percorsi inclusione lavorativa per migranti e lavoratori che si trovino in condizioni di fragilità.
La consegna in cargo bike riduce l’impatto ambientale e sonoro. Il rumore del traffico è il secondo fattore patogeno in città e impatta 14 milioni di italiani.
Ma la componente solidale di So.De. non si ferma qui. Sono infatti impegnati in un progetto di ridistribuzione del cibo.
Torneremo a parlare di lavoro e bicicletta nel prossimo ciclo di articoli.
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