Pedalando verso il successo: come aprire un'attività o un negozio di bici
Sogni di aprire un negozio di bici o avviare un’attività in proprio nel settore bike?
Ecco i consigli che abbiamo raccolto per te da alcuni esperti.
Continuiamo il racconto dell’evento “2 ruote 1000 lavori” soffermando la nostra attenzione sugli eventi che hanno riguardato imprenditoria in bicicletta e negozi di bici.
Imprenditoria in bicicletta
Piercarlo Cuccia, Docente di Bike Factory, ha dato alcuni consigli su come mettersi in proprio nel settore bici.
Il punto fondamentale è fornire valore per il cliente!
Risolvere un problema grazie al proprio punto di forza.
Per far crescere e mantenere in salute un’attività in proprio servono perseveranza, costanza e disciplina.
La capacità di vendita è una dote fondamentale.
Aprire un’attività richiede coraggio e si impara mano a mano che si lavora.
A volte è necessario fare di necessità virtù e andare avanti anche con soluzioni creative.
Il denaro è sia mezzo che fine dell’attività, serve sempre un piccolo investimento almeno all’inizio per partire.
Le cose che non possono mancare quando si crea impresa sono:
- Visione -> senza ci sarebbe confusione
- Skills -> senza ci sarebbe paura
- Incentivi -> senza ci sarebbe resistenza
- Risorse -> senza ci sarebbe frustrazione
- Un piano d’azione -> senza ci sarebbe una falsa partenza
In generale, secondo Cuccia diventare piccoli imprenditori è più facile di quello che si creda, se si costruiscono proposte di valore e si creano alleanza con gli altri.

Pro e contro di un’attività in bicicletta
Federico Zucchi, che da Bike Factory è stato formato, è cofondatore di Distrada, una sorta di cucina itinerante su due ruote.
Distrada organizza tour gastronomici con menu di 3 portate da gustare durante le soste.
La sua avventura finora è stata piena di imprevisti che fanno parte di un’attività imprenditoriale.
Ci vuole molta convinzione per portarla avanti, perché i contro sono diversi e più dei pro, tra burocrazia e stare all’aria aperta anche con il cattivo tempo, ma bisogna concentrarsi sui pro, sugli aspetti positivi come la soddisfazione e la libertà.
Contro
Burocrazia
Temi di attesa
Regolamenti obsoleti
Interlocutori vari
Infrastrutture urbane
Organizzazione logistica
Limiti di spazio
Guadagni limitati
Lavorare all’aperto
Fatica fisica
Imprevisti
Pro
Lavori dove vuoi e quando vuoi
Spese contenute
Lavoro all’aperto
Scalabilità
Il consiglio principale che dà è sviluppare un’idea con persone con skill diverse dalle proprie.
Come ha fatto lui che ha unito la passione per la cucina con quella della bicicletta e ha iniziato l’attività con una socia con competenze comunicative che lui non ha.

Gestire un negozio di biciclette
Il caso Rossignoli tra tradizione e innovazione
Mattia Bonato rappresenta la quinta generazione della famiglia Rossignoli, che gestisce l’omonimo negozio di bici a Milano.
Con una storia del genere alle spalle, ha dovuto affrontare il tema della tradizione, ma si è convinto che radici vanno conservate solo se sono ancora fertili.
Per questo ha aperto un moderno laboratorio di biomeccanica in un negozio che trasuda storia. Perché imprenditoria vuol dire anche innovazione.
Specializzarsi è importante, ma non bisogna essere troppo di nicchia per poter diversificare l’offerta.
L’importanza delle relazioni
Reputa indispensabile circondarsi di persone di cui ci si fida a livello tecnico e umano.
Un commerciante di biciclette deve fare rete tra imprenditori e coinvolgere chi fa attivismo. Deve curare relazioni e fare sistema.
Come si fa a fare rete? Con umiltà e ascolto.
Come quando si pedala, in gruppo si fa meno fatica, una volta si dà, un’altra volta si riceve.
Il futuro è pieno di possibilità. È difficile dire come sarà il suo negozio tra 10 anni. Essere imprenditori a volte vuol dire seguire anche il vento.

Aprire un negozio di biciclette
Una strada in salita che dà soddisfazioni
Roberto D’Anna è stato per anni il miglior meccanico di biciclette da corsa proprio per Rossignoli, poi ha deciso di aprire un negozio tutto suo.
Aprire un negozio di biciclette è un salto nel vuoto, spiega, ci vuole follia.
Ma ha portato con sé anche soddisfazione personale.
È come fare una salita. Se ti guardi indietro ti senti appagato.
Fare l’imprenditore porta preoccupazioni economiche e pensieri legati al lavoro h24.
Bisogna poi continuare ad aggiornarsi, perché i prodotti e il mercato sono in continua evoluzione.
È utile specializzarsi, essere il punto di riferimento per una certa problematica o un certo tipo di cliente, anche se quello in cui ci si specializza non è il proprio core business.
Se all’inizio dell’impresa D’Anna ha temuto di fare solo un tipo di lavoro per tutto il tempo, ha invece visto nascere molte nuove possibilità.
Nei prossimi articoli parleremo ancora di lavoro nel cicloturismo.
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