Smart working? Chi va al lavoro in bici ne ha meno bisogno
Tra Covid e smart working vince il bike to work !
Durante la pandemia, il Centre for Urban Studies dell’Università di Amsterdam ha condotto un’indagine su oltre mille lavoratori per capire l’impatto dello smart working sulla loro vita quotidiana.
Il Covid e la riduzione di libertà di movimento hanno accelerato l’introduzione di una forma di welfare che ha consentito a moltissimi lavoratori di svolgere le loro mansioni da casa invece che recarsi nel loro abituale luogo di lavoro.
E questo ha offerto una possibilità senza precedenti di indagare l’importanza della mobilità nella vita delle persone.
Smart working e commuting
3 sono le domande principali che la ricerca ha posto:
- Quali sono secondo te i principali vantaggi e svantaggi dello smart working?
- Credi che lavorerai da casa più spesso di quanto facevi prima, anche una volta che saranno cessate tutte le restrizioni?
- Ti manca lo spostamento quotidiano per andare a lavoro?
Le domande sono state fatte a persone che abitualmente si spostavano per raggiungere il loro posto di lavoro, ma che con lo scoppiare della pandemia hanno smesso di farlo e hanno lavorato da casa in smart working.
I risultati della ricerca
La ricerca ha messo in evidenza questi principali risultati: le persone si sentono leggermente meno produttive e lavorare piace loro meno quando lo fanno da casa. Soprattutto emerge la mancanza di un confronto faccia a faccia con i colleghi di lavoro.
Per quanto riguarda il tema del commuting, il tempo impiegato per andare a lavoro è di solito considerato come uno spreco che deve essere ridotto al minimo.
E non solo, altre ricerche lo includono tra le maggiori fonti di stress quotidiano.
L’obbiettivo dei pianificatori dei trasporti è quello di rendere lo spostamento il più veloce ed efficiente possibile.
In realtà, sempre più studi mettono in dubbio questa visione e sottolineano l’intrinseco valore della mobilità. E anche la ricerca dell’Università di Amsterdam lo conferma.
Al di là della stessa possibilità di spostamento che recarsi al lavoro comporta (negata in tempo di Covid), un quarto degli intervistati apprezza del commuting la possibilità di passare del tempo da soli.
Tempo per sé, tempo di riflessione e forse anche meditativo, per chi non soffre il fatto di affrontare il traffico.
Il bike to work dà più soddisfazione che andare al lavoro in auto
Di fatto, oltre che a seconda alla mansione svolta, le risposte variano molto in base:
- al mezzo usato per andare a lavoro
- alla durata del viaggio.
Naturalmente, più aumenta il tempo per recarsi al lavoro e più i pendolari avvertono disagio e insoddisfazione.
A chi va a lavoro in auto, andare a lavoro manca meno che agli altri. Al 55% degli automobilisti intervistati lo spostamento casa-lavoro non manca per nulla.
Al contrario, quelli che vanno a lavoro in bici, i bike commuters, sono quelli a cui lo spostamento casa-lavoro manca di più. Addirittura al 91% di loro manca almeno un aspetto del bike to work.

Chi va al lavoro in bici quindi lo fa più volentieri e ottiene maggiore soddisfazione dal suo commuting.
Il giusto mix tra smart working e bike to work
Per quanto riguarda lo smart working sembrano emergere desideri conflittuali.
Da un lato, i lavoratori preferiscono lavorare da casa per risparmiare tempo e lavorare in modo flessibile, ma dall’altro lato desiderano confrontarsi faccia a faccia con i colleghi e passare del tempo all’aperto e da soli.
Elementi questi ultimi che andare al lavoro contribuisce a soddisfare. Anche se per tempo in solitudine e all’aperto funziona ancora meglio una passeggiata in un parco a piedi o in bicicletta.
In ogni caso, quello che appare evidente è che chi lavora da casa non sente la mancanza degli spostamenti per raggiungere il luogo di lavoro, se questi spostamenti sono lunghi ed effettuati in auto.
Ma l’insieme di tutti questi fattori indica che per ottenere un bilanciamento efficace delle diverse esigenze sia auspicabile l’implementazione di un sistema che dia la possibilità di recarsi a lavoro in bici o a piedi e, allo stesso tempo, dia maggiori opportunità di lavorare da casa in smart working.
È compito delle istituzioni, ma anche delle aziende cercare di soddisfare questo bisogno.
Perché incoraggiare smart working e bike to work
Per il benessere stesso dei lavoratori, lo smart working e il bike to work non solo vanno favoriti, ma incoraggiati.
Molti studi evidenziano infatti come i lavoratori che fanno attività fisica siano meno stressati, più creativi e più attenti nel lavoro.
Questo è particolarmente vero, se l’attività fisica è fatta durante o subito prima dell’orario di lavoro.
Il vantaggio del bike to work non è quindi solo personale, ma si estende ai risultati che il lavoratore che va a lavoro in bici produce per la propria azienda.
Non solo, chi non usa l’auto per andare a lavoro tende a prendere meno giorni di malattia. Tanto che in Germania, un Parlamentare ha proposto di concedere un giorno di ferie in più per chi va a lavoro in bici.
Se sei sei interessato a consigli su come rendere bike friendly la tua azienda e su come implementare servizi per favorire il bike to work, ti invito a contattarci subito.









