Turismo in bicicletta: lavoro, economia e impatto sui territori
Sapevi che il turismo in bicicletta non è solo una passione, ma un vero e proprio motore economico per molti territori?
Durante l’evento “Come corre la bike economy” (leggi l’articolo Come la bici trasforma economia e cicloturismo per saperne di più) si è parlato anche di cicloturismo.
Eventi ciclistici come volano per il turismo
Giusy Virelli, senior sport e event manager di RCS, ha raccontato che i grandi eventi come il Giro d’Italia hanno effetti anche a lungo termine.
Il maggior beneficio di un evento ciclistico è la promozione del territorio.
Per questo le istituzioni investono in un evento che gli garantisce visibilità in 200 Paesi nel mondo.
Il ROI per ogni edizione del Giro d’Italia e di 2 miliardi di euro: 620 milioni per l’indotto diretto dalla carovana, Il resto sono benefici a lungo termine derivanti dalle maggiori entrate del turismo.
Se il ciclismo è storicamente uno sport a predominanza maschile, le cose stanno cambiando.
SI registra un 25% di appassionate donne, di cui l’84% è anche praticante.
Gli eventi ciclistici femminili hanno sempre più importanza e sono nate linee di biciclette e di vestiti dedicate espressamente alle donne.
Un nuovo turismo trainato dalla passione
Del gruppo RCS fa parte anche la rivista Dove.
Il suo caporedattore Giovanni Moro sostiene che il viaggio per turismo in occidente è diventato quasi una commodity.
Tutti viaggiano per turismo. E tanto anche!
Il lavoro di chi scrive e racconta di viaggi si è spostata dalla meta turistica alla motivazione del viaggio.
E quindi si parla ora di passioni, di vita attiva e quindi anche di turismo in bicicletta.
La bici è espressione di libertà, dà l’opportunità di entrare in rapporto con la popolazione locale, perché è un mezzo lento.
Il principio secondo il quale si promuove un viaggio è assecondare una passione e un divertimento. I luoghi contano, ma conta di più l’esperienza.
Le nuove rotte del turismo in bicicletta e l’impatto sui territori
Francesca Pannuti fondatrice nel 2011 della startup Bike the City, sostiene che la bicicletta sia un mezzo talmente potente che il fatto stesso di offrire tour in bici crea la domanda perché lo rende e lo comunica come fattibile.
La reazione degli alberghi di Milano alla sua idea di accompagnare i loro ospiti in bici a visitare la città è di solito stranita, ma ha registrato qualche riscontro negli hotel a 4 e 5 stelle.
La sua idea è nata riflettendo sul fatto che Milano si prestava ai tour in bici e non era meta turistica super sfruttata.
E i turisti la apprezzano, perché in bici si apprezza di più il fascino delle stradine secondarie.
Francesca registra una sorta di dissonanza cognitiva per cui per chi conosce la città non è piacevole da girare in bici, ma per i turisti è invece sicura e bella.
I suoi limiti sono le poche infrastrutture e la scarsa manutenzione.
Ma chiunque lavori o faccia qualcosa per la bici fa la sua parte per migliorare il percepito della città.
Gli ospiti arrivano principalmente dal Nord Europa, mentre cresce il mercato di giovani mediorientali.
Arrivano soprattutto dai tour operator stranieri (outgoing) e italiani (incoming) e dalle piattaforme online note come OTA.
Gli hotel sono invece più reattivi e meno remunerativi.

Turismo e sport
Endu è una piattaforma online di vendita di ticket per eventi sportivi.
Il COO Matteo Gelati dice che Endu ha venduto finora 1 milione di biglietti in Italia e 150 mila a stranieri. Di questi il 35-40% sono eventi bike.
Un’Indagine su 100mila loro utenti, ha fatto emergere che il 50% sceglie per le vacanze un posto dove può praticare il suo sport preferito.
Viaggia di solito con la famiglia o con gli amici. E cerca mete turistiche sempre nuove.
Il turista sportivo è un turista che si sparpaglia sul territorio e porta economia anche in zone meno batture.
Endu ha iniziato ora a offrire servizi al turismo sportivo (70-80% riguardante il ciclismo) in partnership con Destination Italia.
L’esempio delle Fiandre
A proposito di destinazioni turistiche, una dove l’uso della bici è tradizione consolidata sono le Fiandre.
Secondo Giovanna Sainaghi, direttore di Visitflanders Italia, nelle Fiandre c’è una presenza di servizi che avrebbero potuto attrarre i turisti stranieri.
Dapprima si sono concentrati sul target del cicloturismo sportivo, visto che sono territorio di corse ciclistiche mitiche, come la “classica monumento” Ronde Van Vlaandern.
Poi si sono aperti all’opportunità di far scoprire il territorio a chi cerca estati meno calde.
Per creare la destinazione è servito un grande lavoro di coordinamento tra territori e giurisdizioni diverse.
Non bastano cultura e servizi ma anche un ente che si faccia carico della promozione.
L’approccio marketing “interest based” combatte il fenomeno dell’overtourism, concentrandosi sulla passione dei potenziali clienti. In questo caso: bicicletta (sia come sport sia come mezzo di relax e divertimento), birra e arte.
Un approccio che porta beneficio anche agli imprenditori locali.
Nel prossimo articolo parleremo di bike economy e capitale umano.
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